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Lucas Howard
Lucas Howard

Il Mondo Segreto Dei Pirati


La docuserie Il Mondo segreto dei Pirati racconta la storia vera dei pirati dei Caraibi, vissuti durante gli inizi del Settecento. L'alternanza di voce narrante, interviste ad esperti e scene live-action riesce a intrattenere ed a creare ritmo, raccontando storie di personaggi intriganti.




Il mondo segreto dei pirati



Il mondo segreto dei pirati è una serie TV attualmente in corso composta da 1 stagione. Uscita in Regno Unito, USA il 15 Marzo 2021. Distribuita per la prima volta in Italia il 15 marzo 2021 dalla piattaforma streaming Netflix..


Il mondo segreto dei pirati, dunque, è un buon prodotto Netflix, un esperimento complessivamente riuscito, meritevole di far coesistere (pur nelle sue lacune) divulgazione e intrattenimento.


Le regole imposte a Nassau erano le stesse usate sui vascelli pirata: il capitano era la figura di riferimento e decideva il da farsi, ma se la ciurma non era concorde, tutti votavano e la maggioranza vinceva; semplici regole da rispettare che avevano introdotto il seme della democrazia in un mondo gestito da efferati criminali.


Sei episodi a metà tra documentario e film sono incorniciati da una colonna sonora accattivante e sospinti da una narrazione frizzante e vivace. Se non sapete molto sulla storia della pirateria divorerete questa serie TV in un lampo, rimanendo entusiasti di quello che avete visto e sentito. Mi sono divertito come un matto e sono rimasto così contento del prodotto che sono andato subito a vedere la sua serie gemella sul mondo dei Samurai giapponesi.


Ma quanto di ciò che è stato documentato su di loro è realmente accaduto? La serie ibrida Il mondo segreto dei pirati cerca di dipingere un quadro del tempo caotico che aiuterà lo spettatore a separare la verità dalla leggenda.


Sembra che Patrick Dickinson, che ha scritto, prodotto e diretto Il mondo segreto dei pirati, stesse cercando di stabilire una sorta di equilibrio tra il dramma alto e il campo in questa docuserie ibrida.


In appena sei puntate dalla durata di circa 45 minuti ciascuna, Il mondo segreto dei pirati riesce a raccontare in maniera dettagliata e coinvolgente un periodo ricchissimo di eventi e a rievocare personalità sfaccettate e complesse come quelle dei grandi pirati che racconta con pochi ed efficaci tratti.


Non vi racconto i particolari della storia che guarderete ma posso dirvi che, anche se magari conoscete già alcuni degli eventi mostrati sullo schermo, ne Il mondo segreto dei pirati scoprirete retroscena gustosi e inediti.


Nei primi anni del 1700, un manipolo di uomini riuscirono a trasformare la città di Nassau in un vero paradiso per ogni pirata. Una repubblica dedita ai saccheggi, all'illegalità e al rum che nonostante la breve vita ebbe modo di dare i natali a numerose leggende sui pirati. Queste, insieme all'immortale opera di Stevenson "L'isola del tesoro", forgiarono quel romantico immaginario che conosciamo ancora oggi e che prende vita nella docuserie Netflix Il mondo segreto dei pirati che racconta proprio della nascita della fiorente repubblica pirata sull'isola di New Providance.


Nonostante la sua carriera pirata sia durata solo pochi anni, dal 1713 al 1718, Benjamin Hornigold è stato tra i fondatori della repubblica pirata di Nassau. Dopo aver avuto tra i suoi sottoposti nientepopodimeno che Barbanera, a cui donò il suo vecchio veliero, sfruttò l'amnistia generale offerta ai pirati dal Re di gran Bretagna Giorgio I e divento di fatto un cacciatore di pirati. Al servizio di Woodes Rogers, che intanto era diventato il primo governatore delle Bahamas, Hornigold passò più di un anno a dare la caccia ai celebri pirati Stede Bonnet, John Rackam e anche il suo vecchio compare Barbanera, prima di trovare la morte per via di una tempesta nel 1719 al largo delle coste del Messico.


Come la maggior parte dei pirati era dedito all'alcool. Un sopravvissuto di uno sloop, arrembato da Hornigold vicino alle coste dell'Honduras, ha raccontato che la ciurma di Hornigold aveva rubato tutti i loro cappelli dopo aver lanciato fuori bordo i loro in una notte ad alto tasso di rum. Se volete approfondire si trovano vari riferimenti nel libro Storia dellla Pirateria di David Cordingly.


La storia della pirateria è costellata anche da tantissime donne pirata come le celebri Anne Bonny e Mary Read che hanno terrorizzato i Caraibi. Una delle più famose è stata però Cheng I Sao, una prostituta cantonese la cui storia è partita più tardi rispetto a quella delle sue illustri colleghe e in un piccolo bordello a Guangzhou, dall'altra parte del mondo rispetto ai Caraibi. Dopo che il luogo fu preda del pirata Zheng Yi, la donna sposò l'uomo e alla sua morte ereditò la sua ciurma pirata. Cheng I Sao emanò le più severe leggi della storia della pirateria che servivano a tenere sotto controllo il suo equipaggio. Questi infatti non potevano agire di testa propria e qualsiasi ordine doveva venire direttamente da lei. Se qualcuno dava un ordine di sua volontà, veniva decapitato seduta stante. Per non parlare poi della punizione che riservava ai disertori: a questi venivano tagliate le orecchie ed erano poi costretti a sfilare intorno a tutta la ciurma.


Sono pochi i pirati che sono morti al caldo, nel loro letto e in compagnia dei propri tesori, ma Cheng I Sao è una di quelli. Nel 1810 dopo essere stata sconfitta dai portoghesi fece un'amnistia con il governo cinese e si ritirò dalla pirateria con buona parte del suo bottino.


Provocatoria. Cruda. Avvincente. È così che Netflix descrive Il mondo segreto dei pirati (The Lost Pirate Kingdom), una nuova docu-serie che ci porterà nel diciottesimo secolo, per farci solcare i mari in compagnia di un nutrito branco di lupi di mare.


La trama (se così possiamo definirla) è presto svelata: si tratta della storia vera dei "veri pirati dei Caraibi". Attenzione, però, perché siamo lontani anni luce delle avventure disneyane del Capitano Jack Sparrow, con i suoi momenti comici e protagonisti di indubbia tempra morale. Nella serie Netflix, infatti, incontreremo figure come quelle di Charles Vane, Anne Bonny e Barbanera: nomi indissolubilmente legati all'età d'oro della pirateria, noti anche a chi non si è mai appassionato al mondo dei bucanieri.


Questa volta, però, Netflix non ci presenterà una versione romanzata della storia (...non troppo, almeno!). Il mondo segreto dei pirati racconterà di eventi storici, alternando testimonianze di esperti ed accademici con delle scene recitate da attori in costume. Il trailer, disponibile in copertina a questo articolo, ci dà un'idea abbastanza chiara di quello che possiamo aspettarci.


Le aree considerate ad alto rischio di pirateria sono cambiate nel tempo. Tra queste ci sono state il Mare Caraibico, la zona dello stretto di Gibilterra, il Madagascar, il Mar Rosso, il Golfo Persico, il litorale del Malabar nonché tutto il tratto di mare tra Filippine, Malaysia e Indonesia dove spadroneggiavano i pirati filippini. Il fenomeno piratesco si deve essenzialmente a povertà, istituzioni deboli o assenti nonché posizioni strategiche per il controllo della navigazione.


Vi sono esempi di pirati nel mondo antico con i Popoli del Mare (come gli Shardana) o classico tra i Greci e i Romani, quando ad esempio gli Etruschi erano conosciuti con l'epiteto greco Thyrrenoi (da cui deriva il Mar Tirreno) e avevano la fama di pirati efferati; all'inizio del primo secolo a.C. il giovane Gaio Giulio Cesare fu preso prigioniero da pirati che veleggiavano nelle acque intorno all'isola di Rodi, con grandi flotte di navi enormi, secondo un famoso aneddoto riferito da autori come Svetonio (nelle Vite dei Cesari, libro I) e Plutarco (nelle Vite parallele). Gneo Pompeo Magno condusse una vera e propria guerra contro i pirati, con il sostegno del Senato romano. I pirati erano quasi sempre condannati a morte pubblicamente.


Il Mar Mediterraneo vide sorgere e consolidarsi alcune fra le più antiche civiltà del mondo ma, nello stesso tempo, le sue acque erano percorse anche da predoni del mare. L'Egeo, un golfo orientale del Mediterraneo e culla della civiltà greca, era un luogo ideale per i pirati, che si nascondevano con facilità tra le migliaia di isole e insenature, dalle quali potevano avvistare e depredare le navi mercantili di passaggio. Le azioni di pirateria erano inoltre rese meno difficoltose dal fatto che le navi mercantili navigavano vicino alla costa e non si avventuravano mai in mare aperto. L'attesa dei pirati, su una rotta battuta da navi cariche di mercanzie, era sempre ricompensata da un bottino favoloso. I pirati attaccavano spesso anche i villaggi e ne catturavano gli abitanti per chiedere un riscatto o per rivenderli come schiavi[6].


Nel Medioevo pirati europei furono per esempio: Maio "Matteo - Madio" di Monopoli, 1260 (pirata italiano medievale che navigava nel Mediterraneo preferibilmente tra Puglia e Grecia), Enrico "il Pescatore" di Malta, Ruggero da Fiore, Andrea Morisco, Awilda, il Duca Barnim VI di Pomerania, Gottfried Michaelsen, i Vitalienbrüder, Hennig Wichmann, Cord Widderich, Mastro Wigbold e Klaus Störtebeker pirata germano nato nel 1360 a Wismar e morto nel 1401 ad Amburgo, terrore del mar baltico.


Il primo attacco registrato da parte dei vichinghi si ha nel 793, testimoniato da Simone di Durham. Esso racconta del saccheggio della chiesa di Lindisfarne, dove sono stati rubati tutti i tesori.[9] Incursioni di questo tipo erano comuni fra i norvegesi. Questi pirati erano provvisti di grandi navi che usavano per scontri in mare oltre che per saccheggiare le città e i monasteri, i drakkar. Tra i tesori più ricercati vi erano le copertine dei codici miniati, crocifissi d'oro e calici d'argento. I monasteri erano preferiti ad altri obbiettivi a causa della loro lontananza dalle città, la vicinanza all'acqua e l'assenza di eserciti o guardie a difenderli. Potevano essere fatti prigionieri più facilmente. 041b061a72


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